"Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato"
Nei giorni in cui la Francia celebra la morte della libertà di pensiero imponendo l'educazione di stato obbligatoria basata sulla "religione della Repubblica", appare su Slate questo inno alla scuola statale (e ci mancherebbe) con una tesi quantomeno curiosa: se mandate i vostri figli nelle scuole private siete delle cattive persone perché se tutti iscrivessero i propri figli a quelle statali, queste prima o poi migliorerebbero.
15 AGO 20

Nei giorni in cui la Francia celebra la morte della libertà di pensiero imponendo l'educazione di stato obbligatoria basata sulla "religione della Repubblica", appare su Slate questo inno alla scuola statale (e ci mancherebbe) con una tesi quantomeno curiosa: se mandate i vostri figli nelle scuole private siete delle cattive persone perché se tutti iscrivessero i propri figli a quelle statali, queste prima o poi migliorerebbero.
L'autrice non vuole chiudere tutte le scuole private per legge (è pur sempre americana), ma chiede un "aggiustamento morale". Questo il suo ragionamento: tutti vogliono una scuola migliore; ma le scuole migliori sono quelle private; non tutti possono permettersi le scuole migliori; soluzione: tutti alla scuola pubblica, così diventerà migliore anch'essa. Forse. Un giorno.
Chiaro, no? Se la scuola di stato fa schifo è colpa dei privati che fanno belle le loro scuole, non dello stato che probabilmente eroga un servizio insufficiente o comunque non il linea con gli standard educativi che due genitori voglioni per i propri figli.
Com'era quello slogan (citato da Douthat ieri)? "Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato".